- Comune di Varedo (MB)

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Tra il 774 ed il 1254 D.C., con l'avvento del governo dei franchi e dei germani anche il nostro territorio fu interessato dal feudalesimo e conseguentemente dallo sfruttamento totale, da parte dei feudatari, dei cosiddetti 'servi della gleba' ai quali veniva riconosciuto solamente il diritto alla sopravvivenza. In questo periodo il milanese venne suddiviso in cinque territori affidati a conti e pertanto chiamati contadi. Dal contado della Martesana, avente come capoluogo Vimercate, dipendevano 14 pievi che funzionavano come circoscrizioni civili-religiose, fra le quali quella di Desio a cui era sottoposta Varedo.


Tale situazione perdurò fintanto che il popolo, dopo l'anno mille, combattendo riuscì ad emanciparsi e sorsero così i liberi comuni.


Quando sia sorto il comune a Varedo non è dato sapere mancando una documentazione locale; solo in una pergamena del maggio 1254 troviamo la nostra comunità organizzata con le sue autorità, i cui nomi ci vengono riferiti da un altro documento, dove appaiono come testimoni in occasione della misurazione ed elencazione dei beni che il Monastero Maggiore di San Maurizio di Milano possedeva a Varedo.


Ottenuta la libertà, città e paesi della Lombardia non furono però in grado di mantenerla a lungo. In particolare, due grandi famiglie, i Torriani, capi del popolo, e i Visconti, rappresentanti dei nobili si disputarono il dominio su Milano e sui paesi vicini, compreso Varedo. Lo scontro fra loro divenne inevitabile; il 21 gennaio 1277 Ottone Visconti sconfisse a Desio il rivale Napo della Torre in una battaglia la cui ultima fase si concluse, secondo lo storico Galvano Fiamma, sul confine tra Varedo e Palazzolo. Qui a testimonianza dell'evento, nei pressi della Cascina Novati esisteva un appezzamento denominato 'Campo dei morti'. Successivamente nel 1285, secondo lo storico Giulini, l'esercito di Jacopo Muzio, bergamasco, si accampò a Varè per marciare contro i Torriani ed i Comaschi che avevano occupato Castelseprio appartenente ai milanesi. Fino alla fine del 1400, primi anni del 1500, dunque Varedo fu sottoposta alla signoria dei Visconti, prima, e degli Sforza, poi.

 

All'alba dell'età moderna, con l'arrivo degli eserciti stranieri, tramonta l'indipendenza del ducato milanese. In un primo momento, dominate dalle truppe francesi, le varie località vennero sottoposte ad una loro diretta e malgestita amministrazione. E' in questo periodo, e precisamente nel 1523, che le monache del Monastero di Santa Maria Maddalena di Milano, quasi tutte appartenenti al patriziato milanese, cedono i loro terreni di Varedo in enfiteusi (in affitto perpetuo) a "Paximus de Bagatis", diventandone, col tempo, i discendenti, proprietari. Più tardi la famiglia Bagatti aggiungerà al proprio cognome quello della famiglia Valsecchi, baroni di Belvignate. Nel 1535 il ducato passò sotto la dominazione spagnola, una delle peggiori che sopportò la Lombardia nel corso della sua storia poiché, su tutto il territorio, vi furono ricorrenti carestie con conseguenti epidemie, in particolare di peste, che decimarono la popolazione. Di quel periodo sappiamo che Varedo, appartenente al feudo di Desio, dopo vari passaggi venne acquistato dai marchesi spagnoli Manriquez nel 1580. Circa un secolo più tardi, estintasi questa famiglia nella linea maschile, il feudo venne smembrato e le terre di Varedo, nel 1676, vennero riscattate dai marchesi Crivelli di Agliate. Questi nobili mantennero quei privilegi feudali sulla popolazione, reintrodotti dagli spagnoli, fino a quando vennero aboliti da Napoleone Bonaparte in seguito alla conquista della Lombardia nel 1796.


Nel 1707, durante la guerra di successione, il dominio spagnolo sul Milanese cadde. Ma solamente nel 1748, con la pace di Aquisgrana, l'occupazione austriaca si instaurerà saldamente sulle nostre terre e si aprirà un cinquantennio di pace nel corso del quale i dominatori attueranno una serie di riforme di varia natura.


In questo secolo visse Maria-Gaetana AGNESI (1718-1799). La celebre matematica dimorò per qualche periodo nel palazzo paterno in località Valera. Sono a lei dovuti alcuni studi e ricerche su algebra e geometria; fin da giovanissima conosceva perfettamente francese, latino, tedesco, spagnolo, ebraico e greco di cui compilò un importante dizionario greco-latino e un 'trattato' in greco sulla mitologia. Alla morte del padre (1752) si dedicò esclusivamente alle opere di carità arrivando a condividere completamente la vita con le sue assistite fino alla morte.


Dal 1796 al 1814 anche Varedo fece parte del dominio Napoleonico e seguì la medesima sorte dei territori limitrofi in particolare a riguardo del reclutamento obbligatorio dei giovani per rimpinguare le fila dell'esercito francese soprattutto in occasione della campagna di Russia. Si racconta poi che Napoleone Bonaparte, soggiornante nella non lontana villa di Mombello nel 1797, mandasse tutti i giorni al piccolo paese di Varedo una corvè di soldati a prendere l'acqua dal pozzo del signor curato perché era "fresca, limpida, leggera e soprattutto digestiva".


Sconfitto Napoleone nel 1814 l'Austria tornò a governare la Lombardia. Seguì poi nel XIX secolo il periodo del Risorgimento italiano. Circa la partecipazione dei Varedesi alle lotte del Risorgimento non si hanno notizie particolari.


Sappiamo invece il sacrificio che sopportò la nostra cittadinanza nel corso delle guerre del XX secolo.


Tra il 1915 ed il 1918, nel corso della Grande Guerra, 51 furono i Caduti varedesi. Lo stesso olocausto si rinnovò tra il 1940 ed il 1945 con i 29 Caduti dell'ultima guerra mondiale e con i 10 Caduti della guerra di Liberazione.


A partire dai primi anni '50 del secolo scorso anche Varedo, come tutto l'interland milanese, venne interessata da una forte industrializzazione alla quale seguì una forte immigrazione di persone soprattutto dal Veneto e dal sud d'Italia che portò la popolazione dai circa 5.000 abitanti del 1950 ai quasi 13.000 del 1990 su un territorio di 4,8 Kmq.


Negli ultimi anni del XX secolo nella nostra cittadina vi fu l'immigrazione anche di un buon numero di cittadini extracomunitari (144 alla fine del 2000).


Ora Varedo, città dal 25 Ottobre 1999, al suo onorevole trascorso, unisce una realtà presente ricca di iniziative che la fanno ricordare per le sue fabbriche, che, nel lavoro, fonte di prima nobiltà, affermano il suo nome al di là dei confini nazionali.

 

 

 

 

 

 

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